Anno della Fede

È disponibile il Sussidio per l’Anno della Fede, con riflessioni su fede e nuova evangelizzazione, per la meditazione personale e comunitaria. I testi sono tratti in parte da discorsi al Piccolo Gruppo di alcuni Vescovi (Carlo Maria Martini, Attilio Nicora, Francesco Coccopalmerio, Renato Corti, Giuseppe Merisi), in parte da riflessioni di Ireos.

Il volume è scaricabile in formato pdf originario  qui; oppure, in formato pdf adatto a palmari e lettori di libri elettronici qui. Invece è acquistabile in formato cartaceo presso l’editrice Aracne o qualsiasi libreria elettronica.

Il sussidio è strutturato in varie sezioni tematiche: Fede e Nuova Evangelizzazione, La fede della Chiesa, La funzione della fede, L’essenza della fede, Il cammino di fede, Il contenuto della fede, L’atteggiamento di fede, L’autore della fede, Esempi di fede, La comunicazione della fede, I fedeli nella Chiesa, Il carisma del Piccolo Gruppo e il suo contributo ecclesiale.

Pubblicato in Flash spirituali | Commenti disabilitati su Anno della Fede

BXVI: perché ricevere l’Eucaristia è ricevere la Comunione

Papa Benedetto XVI nella omelia per la solennità del Corpus Domini (23 giugno 2011):

La parola comunione, che noi usiamo anche per designare l’Eucaristia, riassume in sé la dimensione verticale e quella orizzontale del dono di Cristo. E’ bella e molto eloquente l’espressione ricevere la comunione riferita all’atto di mangiare il Pane eucaristico. In effetti, quando compiamo questo atto, noi entriamo in comunione con la vita stessa di Gesù, nel dinamismo di questa vita che si dona a noi e per noi. Da Dio, attraverso Gesù, fino a noi: un’unica comunione si trasmette nella santa Eucaristia… (1 Cor 10,16-17).

Sant’Agostino ci aiuta a comprendere la dinamica della comunione eucaristica quando fa riferimento ad una sorta di visione che ebbe, nella quale Gesù gli disse: “Io sono il cibo dei forti. Cresci e mi avrai. Tu non trasformerai me in te, come il cibo del corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in me” (Conf. VII, 10, 18). Mentre dunque il cibo corporale viene assimilato dal nostro organismo e contribuisce al suo sostentamento, nel caso dell’Eucaristia si tratta di un Pane differente: non siamo noi ad assimilarlo, ma esso ci assimila a sé, così che diventiamo conformi a Gesù Cristo, membra del suo corpo, una cosa sola con Lui. Questo passaggio è decisivo. Infatti, proprio perché è Cristo che, nella comunione eucaristica, ci trasforma in Sé, la nostra individualità, in questo incontro, viene aperta, liberata dal suo egocentrismo e inserita nella Persona di Gesù, che a sua volta è immersa nella comunione trinitaria.

Così l’Eucaristia, mentre ci unisce a Cristo, ci apre anche agli altri, ci rende membra gli uni degli altri: non siamo più divisi, ma una cosa sola in Lui. La comunione eucaristica mi unisce alla persona che ho accanto, e con la quale forse non ho nemmeno un buon rapporto, ma anche ai fratelli lontani, in ogni parte del mondo. Da qui, dall’Eucaristia, deriva dunque il senso profondo della presenza sociale della Chiesa, come testimoniano i grandi Santi sociali, che sono stati sempre grandi anime eucaristiche.

Chi riconosce Gesù nell’Ostia santa, lo riconosce nel fratello che soffre, che ha fame e ha sete, che è forestiero, ignudo, malato, carcerato; ed è attento ad ogni persona, si impegna, in modo concreto, per tutti coloro che sono in necessità. Dal dono di amore di Cristo proviene pertanto la nostra speciale responsabilità di cristiani nella costruzione di una società solidale, giusta, fraterna. Specialmente nel nostro tempo, in cui la globalizzazione ci rende sempre più dipendenti gli uni dagli altri, il Cristianesimo può e deve far sì che questa unità non si costruisca senza Dio, cioè senza il vero Amore, il che darebbe spazio alla confusione, all’individualismo, alla sopraffazione di tutti contro tutti. Il Vangelo mira da sempre all’unità della famiglia umana, un’unità non imposta da fuori, né da interessi ideologici o economici, bensì a partire dal senso di responsabilità gli uni verso gli altri, perché ci riconosciamo membra di uno stesso corpo, del corpo di Cristo, perché abbiamo imparato e impariamo costantemente dal Sacramento dell’Altare che la condivisione, l’amore è la via della vera giustizia.

Ritorniamo ora all’atto di Gesù nell’Ultima Cena. Che cosa è avvenuto in quel momento? Quando Egli disse: Questo è il mio corpo che è donato per voi, questo è il mio sangue versato per voi e per la moltitudine, che cosa accadde? Gesù in quel gesto anticipa l’evento del Calvario. Egli accetta per amore tutta la passione, con il suo travaglio e la sua violenza, fino alla morte di croce; accettandola in questo modo la trasforma in un atto di donazione. Questa è la trasformazione di cui il mondo ha più bisogno, perché lo redime dall’interno, lo apre alle dimensioni del Regno dei cieli. Ma questo rinnovamento del mondo Dio vuole realizzarlo sempre attraverso la stessa via seguita da Cristo, quella via, anzi, che è Lui stesso. Non c’è nulla di magico nel Cristianesimo. Non ci sono scorciatoie, ma tutto passa attraverso la logica umile e paziente del chicco di grano che si spezza per dare vita, la logica della fede che sposta le montagne con la forza mite di Dio. Per questo Dio vuole continuare a rinnovare l’umanità, la storia ed il cosmo attraverso questa catena di trasformazioni, di cui l’Eucaristia è il sacramento. Mediante il pane e il vino consacrati, in cui è realmente presente il suo Corpo e Sangue, Cristo trasforma noi, assimilandoci a Lui: ci coinvolge nella sua opera di redenzione, rendendoci capaci, per la grazia dello Spirito Santo, di vivere secondo la sua stessa logica di donazione, come chicchi di grano uniti a Lui ed in Lui. Così si seminano e vanno maturando nei solchi della storia l’unità e la pace, che sono il fine a cui tendiamo, secondo il disegno di Dio.

Senza illusioni, senza utopie ideologiche, noi camminiamo per le strade del mondo, portando dentro di noi il Corpo del Signore, come la Vergine Maria nel mistero della Visitazione. Con l’umiltà di saperci semplici chicchi di grano, custodiamo la ferma certezza che l’amore di Dio, incarnato in Cristo, è più forte del male, della violenza e della morte. Sappiamo che Dio prepara per tutti gli uomini cieli nuovi e terra nuova, in cui regnano la pace e la giustizia – e nella fede intravediamo il mondo nuovo, che è la nostra vera patria.

Pubblicato in Flash spirituali | Commenti disabilitati su BXVI: perché ricevere l’Eucaristia è ricevere la Comunione

CORPUS DOMINI

Senza nulla togliere all’insegnamento della Chiesa e alla mia obbedienza ad essa, io trovo nell’Eucaristia tutto l’inse­gna­men­to della Parola, la forza dei sacramenti, l’amore trinitario.

L’Eucaristia è la forza sacrificale e spirituale della Chiesa e la forza santificante del fedele. Nell’Eucaristia abbiamo il grande miracolo di vedere con gli occhi corporei una Ostia che è la manifestazione di Dio purissimo spirito e vero uomo. Si vede e si fa veramente comunione con Dio e gli uomini. Ci si unisce, ci si lega, si vive compenetrati l’uno all’Altro e con tutti.

Oltre al grande mistero d’amore divino si osserva la sua grande disponibilità, l’assoluta condivisione con le miserie umane.

Il nostro povero cuore batte accanto al suo che ci comunica la sua reale presenza divina. L’immenso Dio creatore si fa materialmente più piccolo della sua creatura.

 

Ireos, Sempre e Tutto per amore.

Pubblicato in Letture spirituali | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su CORPUS DOMINI

La carità accoglie la Gloria di Dio e sarà la gloria nostra

È necessario alzare le braccia verso l’alto per accogliere la carità divina e diffonderla con le azioni di servizio al prossimo, sia esso vicino o lontano. … Tutta la carità che l’uomo riuscirà a realizzare in terra si trasformerà in gloria quando egli raggiungerà il Cielo.

 

Ireos, In preparazione…

Pubblicato in Flash spirituali | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su La carità accoglie la Gloria di Dio e sarà la gloria nostra

La fede coglie la Gloria di Dio…

Per poter intuire sempre meglio e sempre più il pensiero divino è necessario aumentare la forza della fede, perché essa … può favorire la conoscenza esperienziale delle verità trascendenti e renderci felici di prostarci innanzi all’Agnello immolato sulla croce, trono del suo amore.

Ireos, In preparazione…

 

 

Pubblicato in Flash spirituali | Contrassegnato , | Commenti disabilitati su La fede coglie la Gloria di Dio…

In Dio tutto è in unità

Le realtà create da Dio sembrano a noi divise: infatti diciamo che il Cielo è di là e la Terra di qua. Questo è il nostro modo di dire, ma per la Santissima Trinità vi è soltanto un’unica realtà: la sua creazione.

Lo spirito e la materia sono uscite dal suo amore e rispecchiano la sua generosità, la sua armoniosa inventiva che vide essere tutta bella. Anche questo mondo, che attualmente si ritrova nella concupiscenza del male, alla fine farà parte della terra e dei cieli nuovi.

 

Ireos, In preparazione…

Pubblicato in Flash spirituali | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su In Dio tutto è in unità

Il Paradiso è qui e ora e noi siamo nel mondo ma non del mondo

Come sappiamo, la Città di Dio, cioè il Paradiso, è un “luogo” che si conquista su questa terra, è un “tempo” che inizia in questa vita. È una Città che sta bene nel tempo e fuori del tempo; ad essa si arriva lavorando, pregando e facendo opere di bene gratuitamente. Il bene eterno dell’aldilà si conquista con il bene vissuto e fatto qui.

Ora dobbiamo dimostrare coi fatti che siamo nel mondo ma non siamo del mondo, perché agiamo sulla terra a servizio del paese umano ma restiamo attratti dal Cielo e in comunione con esso. Nella condizione a noi possibile già fin d’ora, in modo velato, partecipiamo al tutto del presente e del futuro.

 

Ireos, In preparazione…

 

Pubblicato in Flash spirituali | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Il Paradiso è qui e ora e noi siamo nel mondo ma non del mondo