BXVI: come educare alla fede gli adolescenti…

Papa Benedetto XVI al Convegno ecclesiale della diocesi di Roma (13 giugno 2011):

E come coltivare poi il germe della vita eterna…? San Cipriano ci ricorda: “Nessuno può avere Dio per Padre, se non ha la Chiesa per Madre”. Ed è perciò che non diciamo Padre mio, ma Padre nostro, perché solo nel “noi” della Chiesa, dei fratelli e sorelle, siamo figli. Da sempre la comunità cristiana ha accompagnato la formazione dei bambini e dei ragazzi, aiutandoli non solo a comprendere con l’intelligenza le verità della fede, ma anche a vivere esperienze di preghiera, di carità e di fraternità. La parola della fede rischia di rimanere muta, se non trova una comunità che la mette in pratica, rendendola viva ed attraente, come esperienza della realtà della vera vita. Ancora oggi gli oratori, i campi estivi, le piccole e grandi esperienze di servizio sono un prezioso aiuto per gli adolescenti che compiono il cammino dell’iniziazione cristiana, a maturare un coerente impegno di vita. Incoraggio, quindi, a percorrere questa strada che fa scoprire il Vangelo non come un’utopia, ma come la forma piena e reale dell’esistenza. Tutto ciò va proposto in particolare a coloro che si preparano a ricevere il sacramento della Cresima, affinché il dono dello Spirito Santo confermi la gioia di essere stati generati figli di Dio. …

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SANTISSIMA TRINITÀ: Contempliamo Dio Amore

Padre invisibile, incorporeo, ovunque presente ed eterno,
mi rallegro con gioia inesprimibile
quando nella preghiera reclino il mio capo in te,
inaccessibile ed inviolabile Essere.
Io, pur con l’anima, sono carne
che con amore hai plasmato:
sono tuo, perché tu mi hai chiamato per nome
e messo al tuo cospetto.
Mi prostro, mi inginocchio, mi siedo, mi alzo
e in ogni situazione mi fai provare la tua presenza,
perché ovunque io vada e qualunque cosa io faccia,
tu sempre ci sei.

Tu sei Amore!

Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre,
condividendone la volontà ti sei incarnato
per opera dello Spirito Santo
nel grembo di Maria vergine,
divenendo nostro fratello, via, verità e vita.
La carne che hai assunto da Maria, come la mia,
ha origine da quella di Adamo:
sei nostro fratello Dio,
che abiti e vivi ancora con noi nell’eucaristia.

Per tuo dono sono tuo tabernacolo, tua casa;
la tua carne divina mi assimila
e nella salvezza che tu mi hai donato
con la tua morte in croce e la tua resurrezione
mi dài modo di non perdermi,
lasciandomi tenere la mano sempre avvinta alla tua, segnata dalle stimmate; con questo segno
fra tutte le persone dell’universo sempre ti riconosco,
perché sei morto in croce per me,
prendendo il mio posto:
tu in croce; e io tra le tue braccia gloriose.

Tu sei Amore!

Spirito Santo, che procedi dal Padre e dal Figlio,
tu “aleggi sulle acque”, sul mondo, riempi la Chiesa
e rimani su ogni persona che santifichi,
perché non perda l’“immagine e somiglianza”
donatale da Dio.
Tu sei la mia protezione:
se cado, mi rialzi; se sono afflitto, mi consoli.
La tua invisibilità è splendente;
la tua luminosità non acceca.
Guidi i miei passi e mi conduci
alle alte vette della contemplazione,
che diviene mistica e visione.

Tu sei Amore!

Tre Persone, un solo Dio.

Tu sei Amore!

 

Ireos, Con animo sereno, Contemplazione del divino amore

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Dimmi come soffri e ti dirò chi sei…

La croce è benedizione: la croce, che doveva essere motivo di scandalo, in Cristo è diventata segno d’amore.

Le nostre sofferenze, malattie, contrarietà diventano per noi motivo di insofferenza oppure serena partecipazione alle sofferenze di Cristo, così che con il suo aiuto diventano riparazione per nostri peccati e per quelli del mondo? Le difficoltà ci abbattono, le detestiamo oppure riusciamo a farle diventare occasione di mite e costante santificazione?

 

Ireos, In preparazione…

La croce è benedizione.

La croce, che doveva essere motivo di scandalo, in Cristo è diventata segno d’amore.

Le nostre sofferenze, malattie, contrarietà diventano per noi motivo di insofferenza oppure serena partecipazione alle sofferenze di Cristo, così che con il suo aiuto diventano riparazione per nostri peccati e per quelli del mondo? Le difficoltà ci abbattono, le detestiamo oppure riusciamo a farle diventare occasione di mite e costante santificazione?

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Cosa significa leggere il Vangelo

Non si deve più leggere il Vangelo e restare quelli che siamo: esso ci deve migliorare, ci deve costruire per diventare pietra angolare del suo Regno.

Serve a poco dire ad altri di ascoltare il Vangelo; servirebbe molto di più poter affermare umilmente: “Chi vede me vede il Padre”, perché per grazia divina Gesù mi ha convertito e ora non sono più quello del passato e neppure quello di ieri. Siamo convinti che noi cristiani siamo poca cosa, ma dopo aver fatto e dato tutto il possibile diciamo con Pietro [al paralitico (At 3,6)]: “Non possiedo niente, ma ti do quello che ho, cioè la fede in Cristo, e perciò ti dico: àlzati, muoviti, seguilo, se vuoi essere sereno come sono io”.

 

Ireos, In preparazione…


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Chi deve convertirsi? Tutti, a partire da noi!

Ci sono delle conversioni strepitose e altre minute e costanti. Nella nostra vita possiamo riconoscere i fatti e i motivi delle nostre conversioni e delle nostre defezioni del passato. Per grazia di Dio spero che sia giunto o giunga presto il momento di una nuova crescita di conversione. …

Tutti dobbiamo convertirci, perché tutti siamo chiamati ad amare Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima. Siamo chiamati ad essere santi e ad evangelizzare il mondo. Non si deve più leggere il Vangelo e restare quelli che siamo, esso ci deve migliorare, ci deve costruire per diventare pietra angolare del suo Regno.

 

Ireos, In preparazione…

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Le vicissitudini della vita

Se osserviamo la vita delle persone ci accorgiamo come nella loro storia personale hanno avuto dei mutamenti: non penso tanto ai successi o ai fallimenti della carriera, ma ai cambiamenti di vita. Quanti giovani amici della nostra infanzia sono arrivati a scelte che allora non prevedevamo! Quante situazioni finite bene o male ci stupiscono e hanno dell’incredibile!

Le varie vicissitudini esistenziali sono state occasione per un afflosciamento o innalzamento della propria personalità. Una stessa situazione provoca reazioni diverse: uno si avvicina a Dio, un altro si allontana e questo perché siamo liberi nelle nostre risposte.

 

Ireos, In preparazione…

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Cogli (bene) l’attimo presente!

Il tempo del nostro vivere su questa terra va usato bene, perché, anche se vivremo molti anni, il tempo passa ed è breve.

Ireos, In preparazione…

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