Il Papa e i Vescovi al Piccolo Gruppo di Cristo

Parlando o scrivendo al Piccolo Gruppo di Cristo, il Papa e alcuni Vescovi hanno indicato la strada per una spiritualità battesimale e una santità popolare.

Papa Benedetto XVI [il 10 febbraio 2007]:

  • «Le realtà piccole sono la forza della Chiesa. Il Signore ci ha detto: “Fatevi piccoli”. Grazie per la vostra semplicità e umiltà, per la vostra fede e per la vostra preghiera».

 

Cardinal Carlo Maria Martini,
Arcivescovo di Milano dal 1980 al 2002:

  • «Esprimo una lode particolare al Piccolo Gruppo di Cristo per la originalità della sua configurazione e dei suoi fini spirituali e apostolici, lo segnalo ai pastori d’anime e lo raccomando ai fedeli come una strada significativa di pienezza di impegno cristiano e di servizio alla Chiesa».
  • «Il vostro contributo specifico… consiste proprio nel­l’im­­pegno, che nasce dal Vangelo, di essere cristiani nelle scelte anche piccole…. Occorre calare il Vangelo nella vita di ogni giorno a partire da un radicamento contem­pla­tivo di preghiera con Gesù…: bisogna che la gente ritrovi il tessuto evangelico della vita cristiana e bisogna che voi ne siate come i seminatori, anche nascosti, che siate come coloro che si spandono come lievito nella pasta, come il sale, senza pretese e senza volersi distin­guere in maniera particolare, senza avere privilegi. Così dovete essere e il Signore che vede nel nascon­dimento vi ricompenserà…. È neces­sario abbracciare il non‑pro­ta­go­nismo del Vangelo, il desiderio di nascondersi nel tessuto quoti­diano della Chiesa locale…, collaborando con semplicità e dedi­zione, soprat­tutto nutrendosi di profonda preghiera, di spirito di oblazione, di retta inten­zione. Aiutate la gente a capire che il Regno di Dio è qui».

 

Cardinal Dionigi Tettamanzi, Arcivescovo di Milano dal 2002:

  • «Essere piccoli è espressione della essenzialità evan­gelica…. Essere… di Cristo significa appartenere totalmente a lui, essere sua proprietà, essere così il terreno vivo del suo amore… totale, infinito, immenso, un amore particolare geloso».

 

Cardinal Attilio Nicora Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica

  • «Continuate a testimoniare… uno stile di semplicità e di piccolezza, una spiritualità radicalmente battesimale…, e caratterizzata dall’a­more alla Chiesa che c’è… e da una testimonianza cristiana resa dall’in­terno delle situazioni umane le più ordinarie…: peraltro, sempre con lo stile che vi appartiene, ossia alla ricerca non delle folle, ma dei cuori: pésca con l’amo, più che pésca con la rete».

Cardinal Giovanni Colombo, Arcivescovo di Milano dal 1963 al 1979:

  • «<Vi raccomando> la massima libertà di ciascuno, perché, come dice San Paolo, “dove c’è lo Spirito del Signore, lì è rispettata la libertà”.…. Pur in questa libertà… voi… state insieme nella Chiesa. Allora ci sono delle norme che vi possono aiutare a creare qualche struttura; non una struttura che soffochi, ma una struttura che innervi la vostra spiritualità.…. Queste strutture dovrebbero essere come scheletro nel nostro corpo».


Cardinal Georges Cottier, Teologo emerito della Casa Pontificia:

  • «Leggendo le vostre costituzioni così belle, ho trovato una parola che è l’equivalente della beatitudine della povertà, ossia l’umiltà, perché l’umile è chi vive nella verità in rapporto a Dio, sapendo che “Dio è Dio” e che noi siamo niente davanti a lui, e che tutto quello che abbiamo, non lo abbiamo come proprietà ma come dono di Dio. E c’è anche, nelle vostre costituzioni, un altro aspetto che mi ha colpito: che siete invitati a testimoniare il vangelo facendo il bene (che poi è la vocazione di tutti i battezzati) “senza pretendere nessuna ricom­pensa”. Anche questo fa parte della povertà…: significa l’amore stesso di Dio; e che l’amore autentico è gratuito».

Francesco Coccopalmerio, Arcivescovo Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi legislativi:

  • «Devo farvi i complimenti per quello che si legge  nella vostra pre­sen­tazione: “Caratte­risti­ca del Gruppo è la compresenza di celibi e sposi nella stessa comunità e con la stessa vocazione di donazione a Dio. … Dal momento infatti che il comandamento di amare Dio con tutto il cuore (ossia con cuore indiviso) è rivolto a tutti i credenti, a tutti deve essere possibile di realizzarlo. …Se è giusto affermare l’esigenza del cuore indiviso per i celibi, non la si dovrebbe escludere per i laici sposati. … Quando uno è battezzato, è chiamato ad amare Dio con tutto il cuore».

     

 

 

La Comunità del Piccolo Gruppo di Cristo, nata a Milano nel 1957, è stata nel 1984 rico­no­sciu­ta dal­l’Arci­vescovo di Milano come associazione privata di fedeli laici; alla Comunità si sono aggiunti nel 1994 la Fraternità e nel 1997 il Cenacolo Evangelico. Gli interventi dei Pastori della Chiesa al Gruppo sono raccolti nel volume Essere cristiani, cioè santi, nel tessuto ordinario della Chiesa e della società. Discorsi e Lettere del Papa e dei Vescovi al Piccolo Gruppo di Cristo [Città sul Monte, Desio 2008], da cui sono tratti i precedenti stralci.